Don Giuseppe Ramoni Padre e Fondatore PDF Stampa E-mail
Scritto da Don Ennio   
Giovedì 26 Marzo 2009 12:53

Don Giuseppe RamoniIl Sabato 28 Marzo abbiamo ricordato don Giuseppe nel primo anno del suo ritorno di alla casa del padre con un momento di preghiera al cimitero alle ore 15.00 e la S. Messa alle ore 18.00 nella chiesa di S. Gabriele. Conoscevo Don Giuseppe Ramoni di vista. Nel 1995 mi chiamò per fare una piccola catechesi in occasione della incoronazione della statua della Vergine Annunziata. Alla celebrazione parteciparono tanti fedeli, il Vescovo emerito Padre Abele Conigli e Don Ennio Lucantoni. Nello stesso anno il Vescovo Antonio Nuzzi mi invitò a prendere contatto con Don Giuseppe e il Parroco di Colleranesco (Don Giovanni). Allora ero Parroco in montagna da cinque anni con la cura pastorale di cinque paesi per un totale di duecento persone.

Cominciai a frequentare Colleranesco e Giulianova, feci alcuni incontri con i giovani, e le classi del catechismo ma niente di più.A settembre del 1996 il Vescovo mi chiamo per annunciarmi la nomina a Parroco della parrocchia SS. Annunziata in Giulianova. Mi aspettavo una nomina a vice Parroco, ma non fu così.Con lui praticamente il quartiere Annunziata ha preso la forma attuale. Ha  battezzato migliaia di bambini, ora qualcuno è già nonno. Ha sposato tante coppie, a garantito la formazione cristiana nei sacramenti dell’iniziazione cristiana, ha messo le fondamenta per l’eternità per l’intero quartiere.Una delle prime doti del parroco emerito era la lungimiranza: iniziò, infatti, il suo mandato nel 1959 con la missione di ristrutturare la chiesa di S. Maria a Mare e di creare la comunità parrocchiale, dacché il quartiere comprendeva poche abitazioni in poche vie.Ebbe l’intuizione che il quartiere sarebbe cresciuto a dismisura e che il centro sarebbe stato quel pezzo di terra a duecento metri dal mare dove vi erano vigne e orti. La storia della nuova Chiesa di S. Gabriele l’ha raccontata lui stesso in occasione del venticinquesimo della dedicazione. A livello pastorale, i suoi fiori all’occhiello erano le Comunità Neocatecumenali, la Caritas e la Sagra della Vongola in occasione della Festa di Settembre.Era di carattere introverso, di poche parole, per alcuni aspetti un po’ orso, ma con un cuore grande da pastore e cristiano; i confratelli sacerdoti della Forania lo chiamavano “la roccia” per la sua tenacia. Conosceva le problematiche di tante famiglie e tendeva la mano a chi aveva bisogno. Era un uomo di preghiera. Ogni volta che andavo a trovarlo in casa o pregava o preparava meticolosamente l’omelia della Domenica. Ha sempre partecipato alla vita diocesana, fino a quando ha potuto, veniva agli incontri col Vescovo e con la Forania.Bellissimo il rapporto con la sua famiglia, con la sorella, il cognato. Con i nipoti e pronipoti (che lo hanno accudito amorevolmente), faceva da nonno “super partes”. Ha continuato a servire la parrocchia con discrezione fino alla fine, amministrando i sacramenti soprattutto quelli della Riconciliazione e dell’Eucarestia e dandomi consigli oculati. Negli ultimi anni, (ha guidato il motorino fino a novant’anni) lottava contro le forze che calavano e gli acciacchi, desiderando di rendersi utile.Nel corso dell’Eucarestia in piazza, presieduta dal Vescovo Michele, in occasione della festa del 2007 la sua apparizione in carrozzina, accompagnato dal nipote, fu l’abbraccio commovente di un pastore alla sua amata sposa, che, soprattutto i primi anni (diceva lui stesso) era stata un po’ capricciosa, non rispondendo agli impulsi dello Spirito proposti dal Parroco. In quella occasione, ormai incapace di camminare, disse che offriva le sue sofferenze per il bene della parrocchia.Quello che il Signore chiede ad un pastore è la fedeltà a Lui e alla Chiesa e in questo Don Giuseppe è stato un testimone. Mi diceva un parrocchiano una sera: “ Don Peppe è stato fedele a Dio e Lui lo premierà”. In fondo lui non si è sposato, non ha fatto carriera, non si è costruito una vita per se stesso, secondo i suoi desideri, ha seguito Gesù Cristo il vero Pastore, che da giovane lo chiamò come discepolo di S. Francesco e in seguito come presbitero diocesano. A speso quasi cinquant’anni per questo quartiere.Cristianamente l’ho visto generoso con i poveri, disposto a perdonare e a chiedere perdono, non giudicava, ne ha mai mormorato nei riguardi delle autorità Ecclesiastiche e sempre ha avuto un buon rapporto con quelle civili.Don Giuseppe ci ha lasciato il profumo di Cristo, gli chiediamo che dal cielo preghi per la nostra parrocchia e per le vocazioni.

 
 

Eventi in Parrocchia

<<  Novembre 2017  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
    1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
27282930