Pellegrinaggio a Santiago de Compostela e Fatima PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Rosa   
Giovedì 15 Ottobre 2015 17:59

Fatima“In attesa del Giubileo della Misericordia”

Sulle orme degli antichi pellegrini verso Santiago de Compostela e nei luoghi delle apparizioni della Vergine Maria ai tre pastorelli a Fatima.


Se l’anno scorso il pellegrinaggio in Polonia era stato percorso sulle orme di Giovanni Paolo II, quest’anno è stato un crescendo di esperienze ed emozioni che sono andati dal pentimento alla sensazione  di misericordia, alla ricerca della pace in Dio, guidati da chi è stato a Lui vicino: Sua Madre e San Giacomo che ci hanno trasmesso la Sua Parola, invitato a meditarla e incoraggiati a viverla.


Siamo partiti (52 pellegrini) da Giulianova martedì 29 settembre 2015 con a capo il parroco don Ennio Di Bonaventura, destinazione Santiago de Compostela e Fatima.  Nel primo pomeriggio siamo giunti ad Oporto, seconda città del Portogallo, dopo Lisbona , attraversata dal fiume Duero. Costruita per la maggior parte in granito, conserva dei bellissimi edifici con le facciate rivestite di maiolica azzurra, le famose “azulejos”, e i balconcini in ferro battuto.

Siamo arrivati a Santiago solo a sera perché la distanza da Oporto è di 240 km.

Santiago de CompostelaSantiago è una città di origini medievali che sorge attorno al sepolcro dell’apostolo Giacomo, rinvenuto nell’813, nel luogo dove le sue spoglie erano state portate dai crociati, luoghi che erano stati da lui evangelizzati poiché aveva voluto spingersi fino alle estreme terre allora conosciute. I pellegrinaggi iniziarono  un secolo dopo, provenienti da Francia e Spagna e continuano ancora oggi in segno di penitenza e cambiamento di vita perché il viaggio è lungo, impervio e difficile, ma dà modo di conoscere, confrontarsi e mettere alla prova la propria fede. I luoghi invitano alla riflessione e al pentimento perché gli edifici sono in pietra grigia, il tempo è spesso piovoso e freddo e tutt’intorno ci sono boschi di querce ed eucalipti e quest’atmosfera greve e medievale si estende per tutta la Galizia, fino alla fine del mondo conosciuto, dove finivano le terre ed iniziava il mare: Finisterre.

Il trasferimento da Santiago a Fatima è stato lungo e faticoso ma i 480km sono stati interrotti da due soste belle ed edificanti: Braga e Coimbra.

A Braga abbiamo celebrato la Messa nel Santuario del Bom Jesus, imponente basilica barocca costruita su un colle , circondata da un parco splendido ai piedi del quale si stende la città . Il bellissimo scenario e il panorama che si gode  di lassù trasmette una sensazione di pace e induce una istintiva lode a Dio.

A Coimbra, città universitaria dove si muovevano festosamente ragazzi in divisa nella settimana di accoglienza delle matricole, abbiamo visitato il convento delle clarisse dove suor Lucia, una dei pastorelli di Fatima , ha trascorso in clausura   gli ultimi anni della sua lunga vita.

A Fatima abbiamo vissuto momenti intensi: sembrava che il tempo si fosse fermato. Sarà stata la temperatura tiepida, l’aria tersa, il periodo poco frequentato dai pellegrini ma la Via Crucis fatta sulla strada che percorrevano i ragazzi per andare alla Cova da Iria, in mezzo ad un bosco  di ulivi e lecci, col sole filtrato dagli alberi, un silenzio ovattato che ci faceva dimenticare il traffico intenso del nostro vivere quotidiano ha creato un’atmosfera di partecipazione e condivisione con il sacrificio di Gesù che quando siamo arrivati all’ultima stazione dove c’è la cappella ci è sembrato necessario celebrare l’Eucarestia  .

Tutto il giorno abbiamo vissuto nei luoghi delle apparizioni, abbiamo conosciuto  le abitudini dei pastorelli, visitato case , parrocchia, ovile, tutto quello che potesse servire a dirci che tutto era vero, che la Madonna aveva parlato a tre bambini e aveva raccomandato loro di pregare e far pregare il Rosario per ottenere la pace e il perdono dei peccatori, non come una nenia abitudinaria dalla quale si spera una magia ma come un mezzo che ci porta a Gesù attraverso  Maria.

La sera c’era la recita del Rosario in tutte le lingue presenti e poi si finiva con una fiaccolata attorno al piazzale e lì si vedeva la Chiesa perché come a Pentecoste ognuno parlava una lingua diversa ma tutti si capivano.

Lasciata Fatima per Lisbona abbiamo avuto modo di apprezzare la bellezza delle città costiere ricche di storia e di cultura.

Una passeggiata ad Obidos ed un sorso di ginja, qualche foto a Capo de Roca, il fiato sospeso per le ricche costruzioni di Estoril e Cascais ricordando qualche re che ci ha abbandonato optando per una vita non proprio da poveraccio.

L’ultimo giorno a Lisbona, metropoli internazionale situata tra fiume e mare, con resti di una cultura di colonizzatori marinari nella quale la presenza dei vari popoli testimonia la vastità del dominio portoghese, ma anche città natale di Sant’ Antonio di Padova nella cui basilica abbiamo celebrato la Messa domenicale.

E’ stata un’esperienza di comunione tra persone che si conoscevano e hanno avuto modo di approfondirla e persone nuove con le quali ci siamo confrontati ma per tutti è stata un opportunità di crescita nell’amore, nella condivisione e nel rispetto reciproco nel nome di Gesù accompagnati dalla Madonna e da San Giacomo.

Maria Rosa

 
 

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