Pellegrinaggio in Polonia 'Sulle orme di Giovanni Paolo II' PDF Stampa E-mail
Scritto da Tina David Giorgini   
Martedì 28 Ottobre 2014 21:24

Wieliczka 2014

Sin dal nostro arrivo in Polonia siamo stati accompagnati dal dolce scorrere della Vistola e dalla costante presenza di Giovanni Paolo II.


Ogni luogo ci ha parlato di lui consentendoci di rivivere l’esperienza storica, umana e spirituale del grande Papa santo. Un pellegrinaggio, quello a cui abbiamo partecipato in 47 dal 7 all’11 Ottobre 2014, forse un po’ inusuale come meta,  ma così ricco di insegnamenti, emozioni e ricordi che si fa quasi fatica a riordinarli.

Dal moderno Centro Pastorale “Non abbiate paura” , costruito a memoria del suo insegnamento sui terreni della fabbrica Solvay, dove da giovane il Papa lavorò durante l’occupazione nazista, siamo passati alla visita del vicino Convento in mattoni rossi della Divina Misericordia, luogo di preghiera e raccoglimento, durante le pause lavorative, e di venerazione per Suor Faustina Kowalska, da lui proclamata santa nel 2000.

Ricche di testimonianze Cracovia e la sua città natale Wadowice. Qui, grazie a un bellissimo museo multimediale e a una ricca mostra fotografica nella casa accanto alla chiesa, dove il Papa, dopo la morte della madre e del fratello, visse con il padre fino all’età di 18 anni, abbiamo ripercorso l’infanzia del piccolo Lolek, la giovinezza con le sue passioni e i suoi ideali, gli anni del sacerdozio prima e del pontificato poi, fino all’ultima immagine – ricordo indelebile- del Vangelo sulla bara sfogliato dal vento. Nella bella città di Cracovia, con il suo centro storico scampato alla distruzione della guerra, abbiamo camminato “sulle orme di Giovanni Paolo II” nei luoghi a lui familiari: il castello e la cattedrale di Wawel, l’università Jagellonica dove Wojtyla studiò ed insegnò, il palazzo dell’ Arcivescovado, rifugio da seminarista nell’ultimo periodo dell’occupazione nazista e dimora da vescovo di Cracovia, quando dalle finestre amava affacciarsi la sera per dialogare con i giovani radunati nella piazza antistante.

Le visite ai santuari mariani di Kalwaria e di Czestochowa ci hanno fatto comprendere quanto fosse radicata nel Papa la devozione per la Madonna e il “Totus tuus” ci è apparso più denso di significato quando abbiamo appreso che, dopo la morte della madre, il padre affidò alla Madonna di Kalwaria il piccolo Lolek che spesso vi si recava  per pregare. Il Papa fu molto legato anche al santuario della Madonna di Czestochowa, o di Jasna Gora –della montagna luminosa- più conosciuto da noi quale espressione della devozione mariana del popolo polacco, tanto da tenervi nel ’91 la G.M.G., la prima nella sua terra d’origine dopo il crollo del blocco sovietico.

Giovanni Paolo IIIl percorso nella miniera di sale di Wieliczka ha suscitato in tutti stupore ed ammirazione : pur nelle difficili condizioni di lavoro, i minatori hanno costruito lungo i tunnel, espressione della loro fede, una serie di cappelle dove celebrare la Messa del mattino; il luogo è stato definito la cattedrale di sale sotterranea della Polonia , con l’unica scultura al mondo di sale dedicata al Papa nella cappella della Beata Cunegonda.

L’infanzia e la giovinezza di Wojtyla furono segnate da intensi rapporti di amicizia con gli Ebrei, allora numerosi in Polonia, e molti luoghi visitati ci hanno parlato della comunità ebraica prima dell’olocausto nei lager , come Auschwitz - Birkenau che abbiamo visitato con grande commozione- molti di noi hanno pianto- tanto che le parole sono inadeguate ad esprimere quanto provato.

La città di Varsavia ci ha accolto con i suoi palazzi moderni, il traffico intenso , la movida dei giovani, ma anche qui abbiamo avuto la conferma che il popolo polacco non dimentica il proprio passato e la propria identità di cui la fede è l’elemento di coesione: il centro storico con la cattedrale è stato ricostruito così com’era prima di essere raso al suolo nell’ultimo conflitto mondiale.

Sulle orme di Giovanni Paolo II, itinerario mariano, viaggio nella memoria e nella storia recente di cui siamo stati testimoni : tutto questo è stato il nostro pellegrinaggio. Ma anche occasione di fraternità tra noi, di preghiera e gratitudine al Signore, nella consapevolezza che, per concludere con un’espressione che il Papa amava ricordare, “il tempo passa, l’eternità aspetta”.

 
 

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