Omelia di Don Gabriele Orsini PDF Stampa E-mail
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Giovedì 06 Settembre 2012 17:28

Don Gabriele OrsiniVentisei secoli fa un profeta dava questo annuncio : "Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato "Dio-con-noi". Il popolo d'Israele visse nell'attesa di questo figlio. Passarono i secoli e l'attesa rimase e mai si spense.

Ma fu soprattutto un " resto di quel popolo, sopravvissuto a molteplici e alterne vicende, costituito da persone umili e povere, che custodì nel cuore la speranza che si sarebbe finalmente avverato l'annuncio del profeta.
In Palestina, una piccola regione periferica dell'impero romano, una terra di frontiera e quasi pagana, precisamente a Nazaret, un villaggio quasi sconosciuto, costituito da un pugno di case senza storia, senza ricordi e senza futuro, una piccola donna, quasi fanciulla, di nome Maria, promessa sposa di un uomo chiamato Giuseppe, attendeva nel nascondimento e nel silenzio il compiersi dell'annuncio dato dal profeta. Ed ecco un giorno arrivare a Nazaret un personaggio che, dritto e veloce come una saetta luminosa che scende dal cielo, va a bussare alla porta del tugurio abitato dalla vergine, da lui "ricercata".
1. Entrando da Lei, l'ardito messaggero, senza alcun preambolo, le dice : "Kàire", gioisci, rallegrati , sii felice. La parola "Kàire" da secoli noi l'abbiamo tradotta con la parola latina "Ave", rimasta poi nella nostra lingua come una reliquia antica. Ma nel testo originale dell'evangelista Luca, tale parola, comunque la si traduca, non è quella di un semplice saluto. Il celeste messaggero esprime un augurio, quasi un comando : "Kàire, sii felice, apriti alla gioia" : è una lieta notizia quella che il messaggero reca. Maria però non ne è consapevole. Pe un attimo si turba, cercando di capire che senso abbia quella parola. Ma poi si arrende e fiduciosa si rende disponibile all'ascolto.
L'angelo allora prosegue e rivela a Maria che il motivo per cui ella deve gioire consiste nel fatto che Lei è la piena di grazia. L'angelo lo dice con un termine nuovo : "Kecharitomène", participio passivo di un verbo greco che indica il chinarsi amoroso di Dio, il suo venire che porta pienezza di vita. Maria ne è riempita come un'anfora che accoglie e si riempie di un'acqua che non è sua. "Piena di grazia". La "grazia"è il chinarsi amorevole di Dio sulla creatura che si apre a lui, è un gesto che indica tenerezza e vicinanza. Ecco il segreto della gioia annunciata dall'angelo : "Maria, Dio si è chinato su di te, si è innamorato di te, si è dato a te, Tu gli hai rubato il cuore e lui ti ha riempito di sé. Ora hai un nome nuovo ; Kecharitomène, amata per sempre teneramente e liberamente amata, amata senza rimpianto. La terza parola che l'angelo rivolge a Maria è la seguente : "Il Signore è con te". Prima aveva detto : "Sei piena di grazia. Ora spiega : "sei piena di Dio". "Io-sono-con-te". È il nome di Dio. L'ultima parola di Gesù ai discepoli, quando sta per lasciare la terra, riprende la parola dell'angelo : "Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo" (Mt 28, 20). E non serve aggiungere uno scopo del suo stare con noi, perché stare con la persona amata è un'esperienza che da sola basta. "Dio prova gioia a stare con i figli dell'uomo". L'angelo che aveva detto a Maria : "Kàire, sii felice" ora afferma : "Dio prova gioia a stare con te, tu fai felice Dio".

2. Il saluto dell'angelo a Maria è tutto qui : "Gioisci, rallegrati, perché sei amata da Dio, il quale prova gioia nello stare con te". Maria non ne è consapevole; perciò rimane turbata. Tuttavia riflette. L'angelo poi le annuncia : "Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Questo figlio sarà il Messia. Egli regnerà per sempre e il suo regno non avrà fine, sarà un regno eterno". Maria chiede all'angelo : "Come avverrà questo ? Non conosco uomo". Maria non mette in dubbio la possibilità di ciò che l'angelo ha annunciato, ma vuole sapere in che modo questo potrà avvenire.
L'angolo allora le annuncia : "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo". Il concepimento sarà di genere completamente diverso dal normale, sarà opera dello Spirito Santo senza alcun rapporto con un uomo. "Colui che nascerà da te sarà santo e chiamato Figlio di Dio".
Allora Maria dice : "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". Maria accoglie il progetto di Dio con una disponibilità meravigliosa, perfetta : è la serva del Signore. Non cerca gli onori, le soddisfazioni ma cerca soltanto di fare la volontà di Dio e di essere un'umile serva. Alla più impossibile delle proposte Maria risponde con l'obbedienza della fede, che farà esclamare Elisabetta, nel suo incontro con lei : "Beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto" (Lc 1, 45). Maria aveva cento ragioni per dubitare del messaggio angelico : allucinazione ? Sogno ? Inganno diabolico ? Impossibilità ! Incapacità personale ! Opposizione dei parenti ! Avversione del fidanzato ! Maria, invece, dopo un travaglio di fede che appare dal dialogo con l'angelo, decidere di credere. E di credere con tutto il carico di sofferenza che avrebbe comportato questa sua fede, compresa la condanna di lapidazione per una gravidanza illecita e incomprensibile.
"Fiat ! Avvenga di me ciò che hai detto !" Con la sua dichiarazione di piena disponibilità, Maria manifesta l'obbedienza della fede, che è chiave di lettura di tutta la sua personalità.
Con la obbedienza della fede Maria si trova in sintonia perfetta con il Figlio di Dio nel momento della sua incarnazione. La seconda lettura che abbiamo ascoltato ci ha rivelato infatti che Cristo, entrando nel mondo, ha detto : "Ecco, io vengo, o Padre, per compiere la tua volontà". "Eccomi, sono la serva del Signore, dice Maria, avvenga di me quello che hai detto".

3. Fratelli e sorelle, a noi ammantati di gravità e pesantezze, di crisi e di paure, Maria ricorda che la fede o è fiducia gioiosa o fede non  è. Vergine Maria, mostrati a noi come donna della fiducia e della gioia. Mostrati a noi, tu che sei la gioia. Se tu non ti mostri a noi come donna della gioia, anche Dio sarà triste. Mostrati a noi… Ma non nelle apparizioni prodigiose, ai nostri occhi avidi di segni eclatanti, bensì al cuore della fede. Se tu non ti mostri a noi viva, presente, luminosa e serena, nei gesti, nei pensieri e nella vita dei fedeli, cambiando il nostro modo di credere e di vivere, tutto il cristianesimo apparirà triste. Tu che ti sei aperta gioiosamente a Dio, tu che sei la credente gioiosa, apri alla gioia tutti noi che siamo nell'oscurità del dubbio e della poca fede.
"Piena di grazia" : questo nuovo nome dato a Maria dall'angelo è anche il nostro nome : buoni o meno buoni, tutti siamo amati per sempre da Dio. Maria non è piena di grazia, perché ha risposto "si" a Dio, ma perché Dio per primo le ha detto "si". E dice "si" a ciascuno di noi, già prima di qualsiasi risposta. Siamo tutti amati come siamo, amati per quello che siamo. Anche noi ridiventiamo santi ogni volta che apriamo la porta a quel Dio, che è in perenne attesa alla soglia del nostro cuore. La santità non è lotta, ma è un arrendersi al Dio che viene. A ognuno di noi Dio dice : "Ecco io sto alla porta e busso (Apocalisse). L'Apostolo Paolo scrive ai Romani : "A quanti sono in Roma, santi ed amati" (Rm 1, 7). Santi perché amati. La santità non è un cammino verso Dio, ma è il camminare di Dio verso l'uomo ; questo è il cristianesimo che ci viene insegnato da Maria.
L'annuncio dato a Maria raggiunge anche noi, perché Maria è la prima cellula della Chiesa, la sorella che è andata avanti, la prima della lunga carovana : ciò che è accaduto a Lei accadrà a ciascuno di noi. A ciascuno di noi è dato lo stesso annuncio dato a Maria : "Rallegrati, sii felice, perché sei amato da Dio che è sempre con te. Dovunque tu andrai, in tutti i passi che farai, quando cadrai e ti farai male, quando ti alzerai e sorriderai di nuovo, Dio sarà con te. Sarà con te colui che non abbandona mai, colui che prova gioia a stare con te. E' con te, vicino come il cuore, vicino come il respiro". Ripetere le parole dell'angelo, cari fratelli e sorelle, dicendo il rosario rivolti a Maria, non è una stupida e inutile monotonia, ma è andare a scuola di fede, a scuola di cristianesimo. Di più, dire l'Ave Maria equivale ad essere coinvolti nella storia di Maria ed essere con Dio.
Fratelli e sorelle, come Maria anche noi dobbiamo avere idee molto alte della potenza e della bontà di Dio. Non dobbiamo esitare quando Dio ha un progetto per noi. Ogni progetto di Dio è un progetto di amore da parte di Dio, che però implica sofferenza da parte nostra. Non ci fermi mai la sofferenza che esso comporta ma ci di ala forza l'amore di Dio che in esso intravediamo. Dio così realizzerà anche con noi cose meravigliose. Come Maria dobbiamo avere sempre fede grande e disponibilità totale e generosa a collaborare con Dio, non cercando mai al di fuori della volontà di Dio la riuscita della nostra esistenza, ma accogliendo ogni divino progetto su di noi con abbandono e generosità in unione con Maria e con il suo divin figlio Gesù.
Dio non chiede a noi di consegnarci a Lui come una preda passiva ma di aprirci a Lui, alla gioia di essere riempiti di Lui e amati da Lui per sempre ; così che Dio possa essere con noi per sempre, e noi con Lui, come Maria.
E tu, o Santissima Maria Annunziata, volgi il tuo sguardo materno su di noi.
A Te noi ci rivolgiamo con le parole dell'angelo per ricordarci ciò che Tu sei stata e sei davanti a Dio : "Gioisci, o piena di grazia, il Signore è con Te" ; a te ci rivolgiamo con le parole di Elisabetta per ricordarci ciò che Tu sei davanti all'umanità : "Benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo", a te ci rivolgiamo con le parole dell Chiesa che Ti proclama : "Santa Maria, Madre di Dio" ; e raccogliendo il nostro bisogno di una presenza amica e forte nel cammino di ogni giorno, a te diciamo  : "Prega per noi adesso" fino all'ultimo passo "nell'ora della nostra morte", quando passeremo non dalla vita alla morte, ma dalla vita alla vita.
Prega per noi così, senza una richiesta specifica, senza domande, preghiera assoluta e pura : che Dio si chini su di noi, che intrecci il suo respiro col nostro respiro. Basterà soltanto questo ad ogni nostra attesa.

Amen.

 
 

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