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La mia esperienza PDF Stampa E-mail
Scritto da Alex Cordoni   
Sabato 12 Dicembre 2009 16:56

Alex Cordoni al "Grand Seminaire Redemptoris Mater” di Québec

La pace a voi sono Alex Cordoni ho 20 anni sono seminarista da un anno nel “Grand Seminaire Redemptoris Mater” di Québec e faccio il cammino neocatecumenale dal 2004.

Vi racconterò la mia esperienza per rendere gloria a Dio e manifestare come il Signore mi ha portato ad essere quello che sono agendo con segni concreti di amore nella mia vita.

 

Io faccio partire la mia storia nel 2003 quando il Signore per richiamarmi a lui ha fatto cadere le colonne che costituivano le certezze della mia vita e farmi rendere conto che una vita senza Dio non può essere una vita veramente felice e piena. Per fare questo il Signore ha permesso che mio padre si ammalasse di un tumore al cervello e nel giro di tre anni morisse. Come succede spesso in questi casi, questo fatto ha gettato la mia vita e quella della mia famiglia nello sconforto e nella mancanza di certezze, allora sono sorte incomprensioni, tristezza fino a una separazione abbastanza radicale tra i vari componenti della mia famiglia.

 

Queste incomprensioni probabilmente mi hanno fatto soffrire ancor più della morte di mio padre e li mi sentivo senza forze senza progetti per il futuro, inconsapevolmente in quel momento ero un terreno fertile per la parola di Dio.

Allora in quel momento il Signore si è manifestato con forza e ci ha chiamati a seguirlo nel cammino neocatecumenale, dove con questo nutrimento fatto di parola di Dio, comunione ai sacramenti e relazioni vere con persone che si aggrappano a Cristo mi sono sentito amato e con il tempo ho capito che solo aggrappati alla croce di Cristo si può passare indenne nelle sofferenze.

Ma il momento fondamentale nella storia della mia chiamata alla vita consacrata è stato in Agosto 2005, quando ormai non avevo più il gusto della vita a causa delle sofferenze, mi è stata data l’opportunità di fare un esperienza di 10 giorni nel “Seminario Redemptoris Mater” di Macerata (all’epoca avevo 14 anni). Li, sperimentando la vita del seminario (ovvero lavorare, pregare e stare in comunione con gli altri) iniziavo a ritrovare la pace, ma anche una sensazione nuova, mi sentivo amato, non giudicato a causa dei miei peccati, in pratica sperimentavo concretamente l’amore di Dio per mezzo degli altri che erano li con me.

In questi dieci giorni dei seminaristi vedendomi in questo stato mi chiedevano: “ti sei mai domandato se il Signore ti chiama a questa vita?”, io ovviamente non la consideravo nemmeno un ipotesi da prendere in considerazione, ma nei momenti di preghiera questa questione mi tornava costantemente, ma la mia risposta era:”forse, Signore ci ripenso quando sarò più adulto ora sono troppo giovane”. La risposta ovviamente non si è fatta aspettare, infatti una notte abbiamo fatto una veglia di preghiera e ognuno apriva la Bibbia a “caso” per ricevere una parola, la mia apertura fu (Geremia1,4-10):

“Mi fu rivolta la parola del Signore: «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni». Risposi: «Ahimè, Signore Dio, ecco io non so parlare, perché sono giovane». Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane, ma và da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti ordinerò. Non temerli, perché io sono con te per proteggerti». Oracolo del Signore. Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca e il Signore mi disse: «Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca. Ecco, oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare».

Fu un momento fortissimo io rimasi senza parole. Finita questa esperienza ebbi subito la possibilità di dire si o no a Dio nel pellegrinaggio di Colonia nel 2005.

L’incontro con il Papa fu fortissimo e il giorno dopo all’incontro vocazionale del cammino neocatecumenale mi alzai per dire si a questa chiamata del Signore, avevo 15 anni allora.

Da allora è iniziato un processo in cui ho iniziato a rialzarmi dalla sofferenza e fu lo stesso per la mia famiglia.

Alex Cordoni in preghiera al "Grand Seminaire Redemptoris Mater” di QuébecMa alla metà del secondo anno di centro vocazionale il demonio si presentò di nuovo e attirato ancora una volta dalla voce del mondo che ripete che “una vita con Cristo non ha senso” lasciai il centro vocazionale.

Passai l’estate 2007 tra feste e serate con gli amici, ma sentivo un vuoto profondo dentro, e anche se me lo negavo, lo Sprito Santo mi suggeriva che non è nel mondo che si trova la vera vita, ma in Cristo.

Alla fine dell’estate andai al pellegrinaggio di Loreto con il papa e ricevetti un'altra parola, forse meno incisiva ma altrettanto chiara che la precedente (Romani 8,28-30):

“Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli;30 quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.”

Cito questi passi, ma erano i fatti che preparavano il mio cuore la parola che ricevevo era solo una conferma del piano di Dio.

Allora seppur nella ribellione, senza comprendere e completamente contro voglia a Loreto mi rialzai di nuovo e li feci davvero un atto di rinnegare la mia volontà in favore di quella del Signore.

Il terzo anno di centro vocazionale fu un periodo di grande crescita nella consapevolezza e nel senso della mia vocazione, così arrivato a Settembre 2008 i catechisti videro che ero pronto a partire e fui inviato alla convivenza mondiale dei seminaristi del cammino neocatecumenale per iniziare la mia missione di seminarista.

In questa convivenza tutti i ragazzi che sono pronti a partire vengono estratti a sorte per essere inviati in uno dei 72 Redemptoris Mater in tutto il mondo, fu il giorno più bello e terrificante della mia vita e quando il mio nome fu messo accanto a (Québec, Canada) esplosi di gioia, e riconoscenza per quello che Dio aveva fatto con me durante quegli anni e di come aveva ricostruito la mia famiglia.

Anche qui in seminario i primi mesi sono stati durissimi, la lingua francese, la temperatura (qui 6 mesi all’anno il termometro oscilla tra -16° e -40°), il cibo, la distanza dalla famiglia, il non conoscere nessuno, e il continuo combattimento spirituale mi hanno subito messo alla prova, ma ancora una volta nella difficoltà ho visto l’agire di Dio e sempre aggrappandomi alla preghiera continuo a camminare nella gioia e nella volontà del Signore.

Oggi benedico Cristo per le sofferenze che mi hanno illuminato sulla mia vita e mi hanno portato a questo.

Non si può mai essere certi della propria vocazione, ma io amo questa vita perché mi obbliga a restare aggrappato a Cristo per andare avanti e tenere gli occhi sul fatto che senza Cristo “sono nulla più il peccato” come diceva santa Teresa d’Avila mi fa sentire amato mi porta a benedire Dio.

La pace sia con tutti voi

Pregate per me

Alex

 
 

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